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Pronomi non binari in italiano: schwa, ləi e come chiedere

Le parole che si usano per parlare di te quando non sei tu a parlare. In italiano il genere passa anche per articoli e desinenze: ecco come chiedere, cosa si usa e cosa si discute.


Cosa sono i pronomi

I pronomi sono le parole brevi che prendono il posto di un nome quando è già chiaro di chi si parla: lui, lei, loro. Quelli che portano il genere, come lui e lei, sono di terza persona, cioè soprattutto le parole che gli altri usano per parlare di te.

In italiano, però, il genere non si ferma al pronome. Sta anche negli articoli, nei nomi, negli aggettivi e nei participi passati: «è arrivata» dice il genere senza nessun pronome. Per questo, quando si cerca una forma neutra, il pronome è il problema minore: serve un accordo neutro in tutta la frase, ed è lì che si concentrano quasi tutte le proposte e quasi tutte le discussioni.

Ogni gruppo ha alcune forme che vanno insieme, e il glossario spiega meglio come funzionano i gruppi di pronomi.

I pronomi dicono come riferirsi a una persona. Non dicono il suo genere, la sua storia o il suo corpo. Chi usa lui può essere un uomo trans, una persona non binaria o un uomo cis, e il pronome non dice quale delle tre. Non ne ha bisogno.

I gruppi di pronomi inglesi

Perché si condividono

Guardando una persona non si capisce quali pronomi usa, ed è proprio per questo che l'abitudine esiste. Dire i tuoi quando ti presenti evita che qualcuno debba tirare a indovinare, e quando lo fanno tutte le persone presenti, nessuno viene messo in evidenza per averlo fatto.

Condividerli deve restare un invito. Chi si sta interrogando sul proprio genere, chi al lavoro non ha fatto coming out o chi semplicemente non ne ha voglia può saltare il turno, e un buon giro di presentazioni lascia spazio anche a questo. I centri LGBTQ delle università che scrivono linee guida proprio per queste situazioni dicono la stessa cosa: invitare, mai obbligare.

E si dice pronomi, non pronomi preferiti. La guida di riferimento di GLAAD fa notare che quell'aggettivo faceva sembrare che le persone cis avessero dei pronomi e le persone trans delle preferenze.

Come chiedere

Di' i tuoi, poi chiedi: «Sono Robin, uso il femminile. E tu?» Se le presentazioni sono già fatte: «Che pronomi usi?» È tutto qui. Mette a disagio per un secondo, mentre un'ipotesi sbagliata mette a disagio molto più a lungo.

In italiano a volte serve una domanda in più, perché il genere sta anche nelle desinenze: «Per te va meglio il maschile, il femminile o una forma neutra?»

Chiedi una volta e poi ricordatelo. Se te ne dimentichi, «Mi ricordi i tuoi pronomi?» va benissimo, ed è molto meglio che girare intorno a pronomi e desinenze per tutta la sera.

Se non puoi ancora chiedere, usa il nome della persona. In italiano non c'è una forma neutra accettata da tutti, come vedrai qui sotto, e non tutte le persone non binarie la mettono al primo posto: non poche preferiscono il maschile o il femminile.

Quando sbagli

Prima o poi succede. Correggi la parola e vai avanti: «lei, scusa», poi il resto della frase. In italiano spesso a scappare è una desinenza, e la correzione è la stessa: «arrivata, scusa». Scuse lunghe trasformano il tuo errore in un compito per l'altra persona. La voce del glossario sul misgendering spiega perché, e se sei tu la persona a cui sbagliano i pronomi, questa risposta ha le parole per quel momento.

Lo schwa: ə, ɜ e il pronome ləi

La proposta più conosciuta è lo schwa: ə per il singolare e ɜ, lo schwa lungo, per il plurale, come in maestrə e tuttɜ. Il sito Italiano Inclusivo di Luca Boschetto descrive il sistema, compresi gli articoli lə e lɜ e un pronome singolare, ləi, al posto di lui e lei.

La sociolinguista Vera Gheno lo ha citato nel suo libro del 2019 Femminili singolari e ne ha scritto anche in seguito, e la sua casa editrice, effequ, usa lo schwa nella sua collana di saggistica. Wikipedia in italiano descrive lo schwa come la soluzione più popolare del momento.

Le altre soluzioni: -u, asterisco, x, @ e loro

Circolano anche altre desinenze. C'è la -u (tuttu), che Wikipedia in italiano considera la più praticabile nel parlato e che alcune guide delle comunità suggeriscono proprio per parlare. E ci sono quelle che funzionano solo per iscritto: l'asterisco (tutt*), la -x e la @.

Per il pronome, c'è chi traduce il they inglese con essi o loro. Un blog non binario, Progetto Genderqueer, fa però notare che ad alcune persone non binarie non piace sentirsi chiamare loro. Lo stesso blog osserva che non poche persone non binarie preferiscono il maschile o il femminile, con le forme neutre come seconda scelta, oppure il contrario.

Per questo l'unico modo di saperlo è chiedere, e vale anche per le desinenze.

Il no dell'Accademia della Crusca

Le forme neutre sono ancora molto discusse. L'Accademia della Crusca, in una risposta del 2021 di Paolo D'Achille, non ha visto motivi per introdurre lo schwa nel parlato e ha obiettato che ɜ si potrebbe confondere con la cifra 3.

In un parere reso noto nel marzo 2023, scritto per il comitato pari opportunità della Corte di Cassazione, la Crusca ha escluso l'asterisco e lo schwa dal linguaggio giuridico.

Nel febbraio 2022 una petizione contro lo schwa lanciata dal linguista Massimo Arcangeli ha raccolto firme tra cui quella del presidente della Crusca, Claudio Marazzini.

I pronomi inglesi che incontri online

Nelle bio e nei profili online si leggono spesso gruppi di pronomi inglesi. Ognuno ha la sua pagina, con le forme, frasi d'esempio e consigli per usarlo.

He/him: he, him, his, his, himself.

She/her: she, her, her, hers, herself.

They/them: they, them, their, theirs, themself o themselves, con i verbi al plurale.

She/they e he/they: due gruppi, entrambi giusti per la persona.

Xe/xem: xe, xem, xyr, xyrs, xemself.

Ze/zir: ze, zir, zir, zirs, zirself.

Ze/hir: ze, hir, hir, hirs, hirself.

Fae/faer: fae, faer, faer, faers, faerself.

E/em (Spivak): e, em, eir, eirs, emself.

It/its: it, it, its, its, itself, e solo per chi lo chiede.

Any pronouns: per questa persona va bene più di un gruppo.

No pronouns: al posto del pronome si usa il nome.

Oltre a questi esistono molti altri neopronomi e xenopronomi meno diffusi, e i pronomi specchio, con cui per una persona si usa lo stesso pronome che si usa per sé.

Quanto sono diffusi i pronomi inglesi

La fonte periodica più dettagliata che conosciamo è il Gender Census, un sondaggio comunitario annuale aperto a chiunque abbia un genere che non rientra bene nel binarismo. Nel 2025 hanno partecipato 43.096 persone. They/them è stato scelto dal 75,0%, he/him dal 40,6%, she/her dal 34,1% e it/its dal 22,8%, mentre il 14,4% ha scelto di evitare i pronomi e usare il proprio nome. Tra i neopronomi in elenco, xe/xem è stato scelto dall'8,8%, fae/faer dal 6,2% e ze/zir dal 5,7%. Si poteva scegliere più di una risposta.

Leggi questi numeri come la fotografia di un gruppo preciso. Chi cura il sondaggio dice chiaramente che le persone partecipanti lo trovano tramite i social e sono in stragrande maggioranza giovani e residenti negli Stati Uniti. I numeri dicono che questi gruppi di pronomi si usano davvero. Non dicono quanto sia diffuso ciascuno nel posto in cui vivi.

Esercitati ad alta voce

Conoscere un pronome e dirlo dentro una frase sono due capacità diverse, e in italiano c'è anche la desinenza da azzeccare. La pagina per esercitarsi riempie frasi di tutti i giorni con un nome e con lui, lei, ləi o solo il nome, così puoi leggerle ad alta voce finché le parole nuove non ti fanno più inciampare.

Domande frequenti

Quali sono i pronomi non binari in italiano?

Non ce n'è uno solo. La proposta più nota è ləi, con lo schwa (ə) nelle desinenze. C'è chi usa loro o essi, anche se ad alcune persone non binarie non piace, e non poche persone non binarie usano il maschile o il femminile. Nel dubbio, chiedi.

Cos'è lo schwa (ə)?

Il simbolo proposto come desinenza neutra: ə al singolare, come in maestrə, e ɜ al plurale, come in tuttɜ. Il sistema è descritto dal sito Italiano Inclusivo, e Wikipedia in italiano lo descrive come la soluzione più popolare del momento.

L'Accademia della Crusca accetta lo schwa?

No. In una risposta del 2021 non ha visto motivi per introdurlo nel parlato, e in un parere reso noto nel 2023 lo ha escluso, insieme all'asterisco, dal linguaggio giuridico.

Si può usare loro per una persona non binaria?

C'è chi traduce così il they inglese, ma ad alcune persone non binarie non piace essere chiamate loro. Usalo se è la persona a chiederlo.

Come si chiedono i pronomi a qualcuno?

Di' prima i tuoi, poi chiedi: «Io uso il maschile, e tu?» Se in seguito te ne dimentichi, chiedi di nuovo invece di tirare a indovinare.

Si dice pronomi preferiti?

No, basta pronomi. L'aggettivo preferiti lascia intendere che anche l'alternativa sia accettabile.

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