Transessuale
Una parola datata e più stretta, legata alla transizione medica. Alcune persone la rivendicano; nessun altro dovrebbe applicarla.
Transessuale è un termine datato per una persona trans, e in particolare per chi ha fatto una transizione medica o intende farla. Viene dalla letteratura clinica di metà Novecento, dove serviva a separare chi chiedeva una transizione medica da chi la stessa letteratura chiamava travestito.
Transgender l'ha sostituita come parola generale, perché transgender non richiede a nessuno di aver avuto, voluto o potuto permettersi un passo medico. Il cambiamento conta: la parola vecchia iscriveva un requisito medico nella definizione, e l'accesso a quella medicina non è mai stato distribuito equamente.
Molte persone la usano ancora per sé, e non sono in ritardo. Per alcune è precisa: nomina una storia medica che transgender lascia vaga. Per altre è deliberata, una parola usata per trent'anni che non intendono lasciare perché è passata di moda.
Resta comunque una parola da lasciare stare finché nessuno l'ha rivendicata. Applicata a uno sconosciuto si legge come un commento sul suo corpo, che è esattamente ciò che il vocabolario attuale è stato costruito per smettere di chiedere.
«Transessualismo» e «un transessuale» sono entrambi datati e si leggono male. Solo la forma aggettivale, usata con chi la usa, resta in circolazione ordinaria.